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Le pillole del cuore di Maurizia

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Senza discrezione, senza riservatezza

Basaglia

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Il ricordo del dolore

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Transumanza

Testimonianze

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LA STORIA DI GIUSEPPE

Sono caduto in depressione perchè mi è stata diagnosticata una malattia degenerativa del sistema nervoso.

Consapevole della gravità del fatto, ho subito pensato che la mia vita sarebbe cambiata in peggio naturalmente:

è qui che nasce la mia depressione. Nel dettaglio è una malattia che m' indurisce i muscoli delle sole gambe: all'inizio camminavo con l'aiuto di un bastone,poi è andata via via degenerando fino ad ora a camminare con l'ausilio di un deambulatore. Ora ,dopo 10 faticosi anni dalla sua scoperta, la malattia ha cessato di degenerare grazie a Dio e mi ritrovo a camminare sempre con il mio amico deambulatore. questa canaglia (mi riferisco sempre alla mia patologia), mi ha reso la vita difficile: ho perso cioè quella gioia di vivere che  avevo prima. E' come se una piccola scintilla provoca un grande incendio di un bosco ad esempio, causando la morte non solo delle sterpaglie varie ma di alberi maestosi e di una rigogliosa vegetazione. La mamma è stata quella che ha subito captato il mio malessere non solo fisico ma soprattutto psicologico.Mi consigliò di rivolgermi a gruppi di auto mutuo aiuto. il gruppo"dal dolore al colore"mi fu di grosso aiuto non solo per le belle  persone  che lo frequentano, ma i vari colloqui mi resero consapevole che il mio disagio fisico non doveva frenare la mia vita. allora tirai fuori le unghie e ripresi in mano le briglie. La vita andò un po' alla volta in discesa!fino a rifiorire. L'inverno per me volse al termine fino a lasciare spazio alla bella stagione. 

Ed eccomi qua, Giuseppe che non si piange addosso, Giuseppe sempre ottimista ma soprattutto un Giuseppe sempre col sorriso stampato sulle labbra!

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STORIA DI RAFFAELLA

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LA STORIA DI CATERINA

Quando ti muore una figlia, un figlio, un po' muori anche tu. Non c'è un nome per definire questo tuo stato di "vedovanza", non è nell'ordine delle cose che i genitori sopravvivano ai figli...... e hai bisogno di tutta la tua forza e di quella degli altri per andare avanti, di qualcuno che ti aiuti a portare questa croce doppiamente pesante se è il figlio che decide di andarsene, quando non ce la fai più. Per me è un grande aiuto è arrivato in musica dagli amici del coro e band Santa Lucia: la croce è sembrata di un soffio meno pesante durante il funerale di Daria perché sollevata lievemente dal loro canto e dalle loro note, da quei canti che mi appartenevano e sembravano dirci: "potete farcela, dovete farcela ad andare avanti nella vita e a ritrovare la gioia". Ho ripreso a cantare a distanza di un po' di tempo e ho così potuto sollevare, anche solo di un soffio, il fardello pesante di chi partecipa al funerale di un proprio caro. Un altro dei tanti grandi aiuti è arrivato da don Giorgio. Non potrò mai dimenticare quella volta che è venuto a casa ad alleviare un po' il peso della nostra sofferenza portando delle spezie in dono. Un po' alla volta abbiamo ripreso a vedere il colore, ognuno con i suoi tempi e le sue modalità e soprattutto grazie al bene che ci vogliamo. Il mio immenso dolore l'ho condiviso anche all'interno di un gruppo ama, un gruppo di auto mutuo aiuto per aiutarsi a vivere dopo la perdita di un proprio familiare o perché ci si trova nel buco nero della depressione. Sono stata molto aiutata e poi ho deciso di restare per aiutare i nuovi arrivati a ritrovare il colore. Il nome di questo gruppo è appunto "dal dolore al colore" e l'aiuto che diamo è ancora più forte perché parte da più persone che messe insieme fanno una forza. Come quella volta che abbiamo sollevato anche solo di un soffio, quello che bastava, la croce di una giovane mamma in attesa del secondo figlio che non avrebbe potuto conoscere il papà "perché è volato in cielo" come dice il bimbo più grande. È stato bellissimo vederla allattare la nuova arrivata in una riunione del mercoledì. È la vita, la meravigliosa vita, che va avanti. Caterina

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LA STORIA DI  FRANCESCA

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Grazie per ler parole di SARA la tirocinante

che ci ha accommpagnati per un breve percorso

Caro gruppo,

mi dispiace molto non poter essere presente a questo ultimo incontro, a conclusione del mio tirocinio. Ci tenevo a salutarvi di persona, in particolare volevo che vi arrivasse il mio GRAZIE, grazie di cuore per avermi permesso di entrare nella vostra casa, e per avermi fatto vivere questa esperienza così preziosa.

 

 

 

Ciascuno di voi, nel silenzio, nel dolore, nella rabbia, nella vicinanza ha fatto vibrare molte corde della mia esistenza.

La melodia che ne è uscita, a volte più dolce altre più amara, è stata sempre fonte di riflessioni, di pensieri, di elaborazioni, di crescita e di arricchimento.

 

Insieme al Dott. Loperfido siete stati tutti per me dei grandi maestri, soprattutto di umanità e di autenticità. Partecipare agli incontri è stato un po' come far calare il sipario sul palcoscenico della vita, spesso animato da ruoli, maschere o vestiti troppo stretti.

Un vivere "dietro le quinte" di sorrisi, silenzi, pensieri, lacrime, racconti, emozioni e sentimenti veri (non vi nascondo che a volte ho fatto fatica a non commuovermi).

 

È ammirevole e commovente il coraggio e la trasparenza con cui riuscite a guardarvi dentro. Credo che per compiere questi tuffi in profondità ci voglia molta forza, la forza che solo le persone sensibili e toccate dalla sofferenza possiedono.

A questo proposito il mio pensiero si rivolge alla moltitudine di persone, magari ben inserita nella società, che purtroppo preferisce nascondere la testa sotto la sabbia per tutta la vita, pur di preservare l'illusione del castello che ha costruito.

 

Ma basta un lieve soffio del vento a far cadere le foglie secche.

 

Per questo, dal mio modesto e umile punto di vista, vi considero delle persone molto fortunate, perché scegliendo la strada dell'autenticità di voi stessi, avete scelto anche la strada della vera libertà!

 

Con questo pensiero vi abbraccio e vi auguro ogni bene.

 

A presto, Sara

LA STORIA DI CHIARA

Mi chiamo Chiara, tra poco compirò 49 e da piccola ho subito abusi sessuali da parte di mio nonno.
A 15 anni sono diventata anoressica.
Poi ho conosciuto mio marito e ho vissuto con lui per 25 bellissimi anni.
Abbiamo avuto due bellissime figlie (e due  aborti) e un giorno, circa un anno fa, mio marito mi ha detto :" non sto più bene con te, me ne vado".
Volevo farla finita ma gli angeli del gruppo AMA mi hanno salvata.
Ora vivo sola con mia figlia più piccola perché l'altra ha deciso di stare con il padre.
Cerco di fare del mio meglio ogni giorno per tutte e due.

 

 

 

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